Il meccanismo della fatturazione elettronica verso la Pubblica Amministrazione

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Ormai è cosa nota che, a partire dal giugno 2014, è scattato l’obbligo della fatturazione elettronica verso alcune parti della Pubblica Amministrazione. Questo non è che l’inizio di un processo che, entro marzo 2015, vedrà coinvolgere, in pratica, tutta la PA.

Il provvedimento ha creato non pochi interrogativi, visto che non tutti hanno ben chiaro come funzioni il meccanismo di fatturazione elettronica. Vale la pena, quindi, cercare di spiegarlo un attimo più nel dettaglio.

Il primo passaggio che il fornitore che opera con la Pubblica Amministrazione deve compiere è quello della trasmissione della fattura sotto forma di file elettronico in formato xml.

Gli standard di compilazione sono descritti in una pagina web presente sul sito appositamente creato dal governo e a cui si può fare riferimento per qualsiasi informazione: www.fatturapa.gov.it.

Il file deve riportare la firma digitale del fornitore conforme agli standard XAdES-BES o CA-dES-BES.Una volta creato il file e debitamente firmato elettronicamente, il file va trasmesso alla PA tramite un Sistema di Interscambio.

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Diverse sono le metodologie con le quali è possibile eseguire l’invio: una casella di posta elettronica certificata; un servizio SDICOOP (cooperazione applicativa di rete internet); un servizio FTP che consente la trasmissione di dati; il web.

Dopo aver inviato la fattura elettronica, è importante che venga monitorato il sistema di notifiche che l’invio genera e che il Sistema di Interscambio mette in moto a garanzia della corretta ricezione del tutto.

Questa operazione non può essere trascurata, perché è l’unico mezzo per capire se la propria fattura sia effettivamente arrivata a destinazione e sia stata presa in esame da chi di dovere.

Semplificando, si può dire che i controlli principali a cui il file è sottoposto sono due: il primo è messo in atto dal Sistema di Interscambio stesso, che controlla l’autenticità della firma, la correttezza della metodologia di compilazione, il fatto che la fattura elettronica non sia stata modificata, ecc.

Allo stesso modo, una serie di controlli vengono eseguiti anche dalla Pubblica Amministrazione, che, ricevuta la fattura, ha 15 giorni di tempo per mandare un messaggio di notifica di ricezione o, eventualmente, di rifiuto

 

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