Dislessia

La dislessia è, insieme alle disortografia, disgrafia e discalculia, un disturbo specifico dell’apprendimento (DSA), che si manifesta come difficoltà nella lettura in soggetti privi di deficit intellettivi, di difficoltà ambientali, di disturbi emotivi, affettivi e sensoriali.

La lettura di un bambino dislessico si presenta deficitaria nella fluidità e nella correttezza di lettere, parole e brani: è lento a leggere, inverte le lettere e i numeri (ad esempio 13-31) e sostituisce i grafemi (ad esempio b-d, m-n).

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Quello che per un normo-lettore è un processo automatico è invece per un bambino dislessico un costante compito cognitivo.

La lettura di un testo richiede sforzo e concentrazione influendo negativamente sull’attenzione, sulla comprensione e sulla memoria.

E’ come se il bambino si trovasse ogni volta a dover ripercorrere le tappe iniziali dell’apprendimento.

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La dislessia è il disturbo più diffuso e spesso è associata ad altri disturbi specifici dell’apprendimento: nel 60% dei casi alla disortografia, nel 44% dei casi alla discalculia, nel 43% dei casi alla disgrafia. Non è rara anche la presenza di disturbi d’ansia e del disturbo da deficit di attenzione e iperattività.

Un soggetto dislessico presenta anche difficoltà: di tipo motorio (non riesce ad esempio ad allacciarsi le scarpe), di tipo verbale (non riesce a esprimere il proprio pensiero), di tipo spazio-temporale (non riesce a leggere l’orologio, confonde la destra con la sinistra), di tipo sequenziale (non ricorda le tabelline, i mese dell’anno, i giorni della settimana).

È spesso un bambino disorganizzato nelle attività e presenta difficoltà nel copiare alla lavagna e nello scrivere testi dettati oralmente.

La diagnosi di dislessia viene solitamente formulata alla fine del II° anno della scuola primaria ma indicatori del disturbo possono manifestarsi già alla fine della prima classe del primo ciclo d’istruzione.

A formularla è un’équipe di specialisti, un Neuropsichiatra infantile, uno Psicologo e un Logopedista (ma possono subentrare anche altre figure), che sottopone il bambino a una serie di test specifici indirizzati a rilevare il disturbo. Viene poi redatto un referto che informa sui test adoperati e contenente la valutazione finale.

Con la diagnosi è possibile intervenire nel percorso scolastico dello studente differenziandolo in base all’età e alla gravità del disturbo. Vengono messi in atto una serie di interventi, come tecniche compensative e dispensative e modifiche della didattica, finalizzati a diversificare l’apprendimento.

Un bambino dislessico apprende diversamente ma comunque apprende.